CIMITERI MILITARI DELLA GRANDE GUERRA Sepolture nell’area Pasubio-Cimone e Altopiano dei Sette Comuni
Il volume è stato realizzato con fondi del capitolo 5054 “Spese per il Comitato tecnico scientifico speciale per il patrimonio storico della Prima guerra mondiale” referente scientifico funz. arch. Giulia Campanini.
Parte delle ricerche sul campo sono state eseguite con il sostegno finanziario della provincia di Vicenza.
Verona, sotto il Cinema Astra: l’edificio romano come non si era mai visto
Dentro l’ex Cinema Astra di Verona, sotto la platea, si conserva un edificio romano che per ampiezza e qualità della conservazione, rappresenta uno dei casi più rilevanti di archeologia urbana oggi documentati nel nord Italia. Dopo l'importante acquisizione del sito da parte del Ministero della cultura vi mostriamo per la prima volta le immagini a questo link . Il video, rimasto finora in archivio, e realizzato nel 2024 alla conclusione dello scavo e del restauro, documenta gli eccezionali ambienti con alzati fino a due metri, pavimenti in mosaico e cementizio decorato, affreschi e un sistema di riscaldamento articolato con praefurnia, pilae e tubuli parietali ancora in posto. Si tratta di un complesso edilizio sviluppato tra età augustea e prima età severiana, la cui funzione resta ancora in fase di studio, anche per la distribuzione degli ambienti e la presenza diffusa di impianti di riscaldamento. Lo scavo è stato condotto sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, con il funzionario archeologo Brunella Bruno in qualità di responsabile scientifico, all’interno di un percorso che ha visto anche il restauro delle strutture e degli affreschi con finanziamenti ministeriali. Le riprese restituiscono il sito al termine delle indagini, prima della nuova fase apertasi con l’acquisizione dell’immobile da parte dello Stato, avvenuta lo scorso 5 marzo alla presenza del Ministro Alessandro Giuli, del Sottosegretario Gianmarco Mazzi, del Capo Dipartimento Luigi La Rocca, del Direttore Generale Fabrizio Magani e del Soprintendente Andrea Rosignoli.
Giornata di studi: Ricostruire il passato. Dalla ricerca storica alla virtual reality
Nella giornata di giovedì 12 marzo il Palazzo Bo (Aula Nievo, ore 9.00) ospita un incontro nazionale dedicato alle nuove frontiere di sviluppo delle ricostruzioni digitali dei siti archeologici e delle architetture storiche.
Studiosi di diversi enti di ricerca italiani presenteranno varie esperienze recenti di ricostruzioni virtuali e il percorso metodologico che intercorre tra la ricerca e la trasmissione visuale delle conoscenze.
La giornata sarà aperta dalla prima presentazione pubblica delle ricostruzioni dei siti archeologici di Corte Cavanella, San Basilio e Frattesina in Polesine, cui hanno contribuito il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Ateneo patavino e l’Università Ca’ Foscari di Venezia in un progetto sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e dal Parco Delta del Po Veneto. Hanno coordinato le attività la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza e la Direzione Regionale Musei Nazionali del Veneto.
La giornata di studi vuole mettere a confronto metodi e prospettive della divulgazione scientifica nel campo dell’archeologia e dell’architettura.
Ciclo di incontri “Quinzano, il primo insediamento di Verona: storie di uomini, ossa e ceramiche”
La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza in collaborazione con la 1ª Circoscrizione, l’Assessorato alla Cultura, i Musei Civici di Verona, ha organizzato un ciclo di incontri, articolato in quattro conferenze dedicate alle indagini archeologiche sul territorio di Quinzano.
L’iniziativa intende offrire al pubblico un quadro aggiornato e approfondito delle ricerche del passato, in corso e future sulla preistoria dell’area quinzanese, uno dei contesti più significativi per la ricostruzione delle prime fasi di antropizzazione del territorio comunale di Verona. Attraverso il contributo di studiosi e ricercatori che hanno dedicato parte significativa delle loro ricerche allo studio del sito, verranno affrontati temi legati all’insediamento umano nel Neolitico, alle pratiche funerarie, alla cultura materiale e alle più recenti metodologie di analisi applicate ai reperti archeologici e antropologici.
Martedì 24 febbraio, h. 20,00
Dalle cave di Quinzano al progetto VBQ: archeologia e innovazione nella preistoria di Verona
Nicoletta Martinelli e Massimo Saracino (Musei Civici di Verona – Museo di Storia Naturale)
Martedì 03 marzo, h. 20,00
Vivere a Quinzano durante il Neolitico. Cosa raccontano le ossa
Emanuela Cristiani (Università “La Sapienza” di Roma) e Irene Dori (Soprintendenza ABAP per le province di Verona, Rovigo e Vicenza)
Martedì 31 marzo, h. 20,00
Alle origini di Quinzano: nuovi dati dagli scavi della Soprintendenza Archeologica
Paola Salzani (Soprintendenza ABAP per le province di Verona, Rovigo e Vicenza)
Martedì 26 maggio, h. 20,00
Tra forme e gesti. Le ceramiche di Quinzano e le comunità neolitiche del Veronese (VI–V millennio a.C.)
Marika Ciela (Università di Trento)
Stipulato l’atto di acquisto dell’ex Cinema Astra di Verona
Ieri, 5 marzo, è stato stipulato l’atto di acquisto dell’ex Cinema Astra, alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, del Sottosegretario di Stato Gianmarco Mazzi, del Capo dipartimento Luigi La Rocca, del Direttore Generale ABAP Fabrizio Magani e del nostro Soprintendente Andrea Rosignoli.
Dopo l'acquisto il Ministero della Cultura investirà 7,5 milioni di euro nel progetto denominato “Per Aspera ad Astra”, per il recupero e la valorizzazione di questo storico spazio cittadino - la sala cinematografica Astra - sotto cui è stato ritrovato un complesso edilizio romano di età imperiale.
L'intervento di restauro e di rifunzionalizzazione trasformerà l'ex Cinema Astra in un polo culturale e museale, un moderno spazio aggregativo, di spettacolo e proiezioni, impreziosito dalla vista e dalla fruibilità dei reperti archeologi romani, capace di unire la memoria del cinema con la scoperta del mondo antico.
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La Soprintendenza di Verona al TourismA di Firenze
Sabato 28 febbraio la Soprintendenza partecipa al convegno "Archeo Vinum. Vino e archeologia per il turismo culturale" con un intervento dal titolo: «Una villa romana tra i vigneti: l’esperienza di Negrar».

Monte Asolone, Valbrenta (VI). Archeologia in un ricovero militare della I Guerra Mondiale
Nel mese di settembre 2025, all’interno del territorio comunale di Vabrenta (VI), è stata effettuata un’indagine con metodologia archeologica sui resti di un ricovero militare in caverna scavato sul versante settentrionale di Monte Asolone (m 1522 slm) nel massiccio di Monte Grappa, lungo la principale dorsale che collega il Canale di Brenta con la Valle del Piave. Il ricovero fu realizzato da unità dall’ormai disciolto Esercito di Austria Ungheria nell’inverno del 1917, dopo l’acquisizione di posizioni precedentemente tenute dal Regio Esercito Italiano. L’infrastruttura faceva parte di un fitto sistema di fortificazioni che munivano il crinale della montagna diventata un caposaldo importantissimo per tutte le operazioni dell’esercito asburgico sia offensive che difensive. Tali posizioni furono strenuamente tenute dagli austro ungarici fino al termine delle ostilità a costo di pesantissime perdite in vite umane.
I lavori, iniziati con l’ausilio di un mezzo meccanico, hanno preso avvio sulla base di un progetto che prevedeva l’esplorazione di un ricovero possibilmente integro, ossia non saccheggiato in anni recenti da cacciatori di reperti militari. La scelta è caduta su una struttura intravista qualche decennio or sono e poi occlusasi completamente per cause naturali. Dopo la rimozione della porzione più onerosa ed esterna di materiale franato, lo scavo è continuato manualmente all’interno della cavità, mettendo progressivamente in luce il contesto integro degli ultimi disperati giorni di guerra dei soldati austro ungarici che tennero la posizione fino al 31 ottobre 1918. Lo scavo stratigrafico e la documentazione grafica e fotografica hanno progressivamente restituito un palinsesto ricostruttivo composto dalla sequenza di dinamiche che hanno nel tempo colmato l’interno della cavità, sigillando le originarie centinature lignee che armavano la caverna e una cospicua selezioni di reperti che rappresentano la cultura materiale dei giorni e delle ore di vita in guerra trascorse al suo interno. Le attività di ricerca, condotte con la direzione scientifica della dott.ssa Paola Salzani, funzionaria archeologa della nostra Soprintendenza, sono state svolte da operatori specializzati della ditta SAP, Società specializzata in servizi per l’Archeologia, coadiuvati dalla preziosa collaborazione dei gestori della vicina Malga Monte Asolone e con la presenza saltuaria di personale volontario che si è prestato sia per i lavori di scavo sia per la sorveglianza del sito durante le giornate festive.
Entrate con noi nel rifugio della Grande Guerra sul monte Asolone:
Riapertura degli scavi Scaligeri di Verona
A distanza di quasi 11 anni dalla chiusura per problemi strutturali e di accessibilità e dopo un lungo e complesso intervento di adeguamento funzionale e impiantistico, realizzato sotto la guida della Soprintendenza ABAP di Verona e della direzione edilizia monumentale del Comune, un gioiello della Verona romana e medievale sotterranea sta per essere nuovamente visitabile al pubblico. Gli Scavi Scaligeri riapriranno a metà febbraio, con nuovi pannelli e un nuovo percorso di visita per valorizzare i reperti archeologici. L'inaugurazione della mostra fotografica Winter Games, che si terrà giovedì 19 febbraio, sarà la prima occasione per l'apertura dell'area archeologica ai visitatori.
Interventi di restauro a Noventa Vicentina. Conservazione e Valorizzazione
Mercoledì 4 febbraio 2026 alle ore 17.30 a Villa Barbarigo di Noventa Vicentina, la presentazione degli interventi di restauro a Noventa tra conservazione e valorizzazione. Interverranno, tra gli altri, il Soprintendente Arch. Andrea Rosignoli e i funzionari della Soprintendenza ABAP di Verona, arch. Silvia Dandria, Arch. Isabella Cavazzutti e la Restauratrice Rita Bonazzi.










