Giornata di studi sul Criptoportico romano di Vicenza

A poco più di 70 anni dalla sua scoperta, torna ad essere protagonista di una giornata interamente dedicata il Criptoportico di piazza Duomo (Vicenza): studiosi e appassionati potranno riscoprirne la storia, conoscere e approfondire le caratteristiche della tipologia strutturale e visitare gratuitamente il sito, oltre che le sale del Museo Naturalistico Archeologico di Vicenza.

L’evento, organizzato dalla Soprintendenza ABAP di Verona, Rovigo e Vicenza in collaborazione con la Diocesi di Vicenza e il Comune di Vicenza, sostenuto e promosso dal Gruppo Archeologico di Vicenza e da Italia Nostra, vuole riportare l’attenzione della comunità sul Criptoportico, che ha ottenuto dal MiC fondi straordinari per la conservazione e valorizzazione.

L'iniziativa, dichiara il Soprintendente, arch. Andrea Rosignoli “vuole essere un primo passo nel percorso di approfondimento conoscitivo e rinnovo che la Soprintendenza ha intrapreso per garantire la più ampia fruizione possibile del criptoportico. Infatti, è innanzitutto attraverso lo studio dei suoi caratteri e dell'ambiente in cui si trova, che si potranno affrontare le tematiche conservative fondamentali per la sua preservazione”.

L’appuntamento è fissato per sabato 6 dicembre alle ore 9.30 presso la Sala Lazzati del palazzo delle Opere Sociali (Vicenza, piazza Duomo 2). Le visite guidate saranno possibili nel pomeriggio a partire dalle ore 15 prenotandosi presso la mail museo@diocesi.vicenza.it


Massimino Carcereri

Massimino Carcereri

Massimino Carcereri

assistente amministrativo

🏛️ Aree Funzionali (2)

AREA FUNZIONALE IV - TUTELA TERRITORIALE VRO

Collaboratore

AREA FUNZIONALE VI - TUTELA TERRITORIALE VRO

Collaboratore

ℹ️ Informazioni Generali

Nome: Massimino
Cognome: Carcereri
Telefono: 0458050137

Area archeologica Grotta di S. Bernardino ed esposizione berica “Palazzo dei Canonici”

Barbarano Mossano. Loc. Grotta di S. Bernardino, via Colli Berici

Palazzo dei Canonici Piazza Roma 8

La Grotta di San Bernardino, con il deposito archeologico stratificatosi per oltre tre metri al suo interno, costituisce una testimonianza di straordinaria importanza per lo studio dell’ambiente e del popolamento umano nell’area berica durante il Paleolitico medio e superiore (a partire da 100.000 anni fa). Le testimonianze archeologiche più cospicue rinvenute negli scavi riguardano la presenza dell’uomo di Neanderthal. In tempi più recenti, la grotta fu intensamente frequentata in età medievale e moderna, in particolare in occasione delle predicazioni compiute da San Bernardino da Siena nella prima metà del Quattrocento. Sul finire del XIX secolo venne fu oggetto di pesanti interventi di sterro, che misero a nudo la roccia, determinando l’asportazione di gran parte delle testimonianze archeologiche e paleofaunistiche, ma risparmiando il settore anteriore, in corrispondenza del muro medievale che si erge all’ingresso.


Area archeologica di San Daniele

Sovizzo, viale degli Alpini

Il sito archeologico di Sovizzo, scoperto ed indagato negli anni ’90 del secolo scorso, è un complesso sacrale-funerario di tipo megalitico dell’età del Rame (3.000-2.300 a.C.), costituito da alcune sepolture individuate da accumuli ordinati di pietre, alle quali si accede attraverso un corridoio, anch’esso di pietre e ciottoli.

L’ingresso all’impianto megalitico è rappresentato da tre grandi pietre-stele in calcare, dalle quali prende origine un corridoio absidato con probabile funzione rituale della lunghezza di 22,5 formato da tre allineamenti paralleli di pietre e ciottoli fluviali. Il corridoio termina a ridosso di un grande tumulo funerario di circa 6 m di diametro, a cui sono affiancati altri due tumuli di dimensioni minori, che contenevano i resti scheletrici di un giovane individuo e di un bambino.

Apertura e gestione

Sistema Museale Agno Chiampo

Orari di apertura

Visite guidate su prenotazione

Contatti

tel. 0444/492565– mail: museo@comune.montecchio-maggiore.vi.it

https://www.museozannato.it/


Chiesa di San Fermo Maggiore. Archeologia, restauri, riduzione della vulnerabilità sismica

La pubblicazione illustra gli esiti di tutti gli approfondimenti condotti e l’intervento di consolidamento strutturale, durato circa un anno, mirato alla prevenzione del rischio sismico.

Il volume è anche l’occasione per ripercorrere le vicende storiche e costruttive di una delle più significative chiese della città e per testimoniare il ruolo della Soprintendenza di Verona che, fin dalla sua istituzione, ha contribuito significativamente non solo alla sua conservazione, ma anche alla sua approfondita conoscenza, considerato che una buona parte delle informazioni oggi disponibili derivano dagli studi eseguiti in occasione di lavori condotti dall’ente di tutela.

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Criptoportico Romano

Il Criptoportico romano di Piazza Duomo venne scoperto negli anni ’50 del secolo scorso durante i lavori per la costruzione della canonica della Cattedrale di Vicenza. La struttura, databile tra la fine del I sec. a.C. e gli inizi del I sec. d.C. è completamente ipogea e si sviluppa sotto tutta l’area compresa fra palazzo Roma e il cortile della canonica. Essa appare come una galleria, con il piano a 6,30 m di profondità dal livello attuale, che doveva costituire il piano interrato di una grande casa del quartiere sud-occidentale della città romana, fungendo contemporaneamente da sostruzione per il portico del giardino interno.

La costruzione si articola in tre bracci a navata unica, disposti secondo il tipico schema a Π. Altri vani e una galleria obliqua si dispongono alle estremità del braccio mediano. I tre bracci, coperti a volta e larghi intorno a 3 m, hanno una lunghezza di quasi 30 m ciascuno. Sono dotati di trentuno finestrelle a bocca di lupo, che si aprivano sul giardino e davano aria e luce all’interrato. L’accesso dal piano superiore avveniva tramite una stretta scala con due rampe a gomito, anch’essa coperta a volta, collocata presso l’estremità del braccio settentrionale.

Apertura e gestione

Museo Diocesano

Orari di apertura

lunedì e mercoledì ore 9,30-11,30

venerdì ore 9,30-11,30/14-17

sabato e domenica ore 10,30-13/14-17

Visite guidate su prenotazione

Contatti

tel. 0444.226400 – mail: museo@diocesi.vicenza.it

http://www2.museodiocesanovicenza.it/it/

 


Daniela Beverari

ℹ️ Informazioni Generali

Nome: Daniela
Cognome: Beverari
Telefono: 0458050152

Giornate europee del Patrimonio 2025

VERONA RICOSTRUITA. ESPOSIZIONE DEI PANNELLI FOTOGRAFICI ORIGINALI DEL 1949 DALLA

MOSTRA DEL RESTAURO DEI MONUMENTI E DELLE OPERE D’ARTE DANNEGGIATE DALLA GUERRA

 27 settembre/31 dicembre 2025, Sede Soprintendenza ABAP di Verona

Piazza San Fermo 3/A Verona

 Ingresso libero

(lun/gio ore 9.00-13.00 e 14.30-16.30, ven ore 9.00-13.00)

Sabato 27 e domenica 28 settembre con il tema “Architetture: l’arte di costruire” tornano le Giornate Europee del Patrimonio. Nell’occasione la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza per celebrare l’80° anniversario della conclusione della Seconda Guerra mondiale (1945-2025) ricorda il grande impegno profuso dall’Istituto nella ricostruzione dei monumenti, riproponendo parte della Mostra del restauro di monumenti e opere d’arte danneggiate dalla guerra svoltasi nell’ottobre del 1949 all’interno della Basilica Palladiana a Vicenza.

Dopo un accurato restauro, a cura dei restauratori della Soprintendenza, l’esposizione riporta – letteralmente – alla luce i pannelli espositivi realizzati dall’allora Soprintendenza ai Monumenti di Verona, e custoditi per oltre 75 anni nei depositi della Soprintendenza.

I 15 pannelli selezionati descrivono i gravissimi danni subiti dal patrimonio monumentale veronese e, allo stesso tempo, le straordinarie opere di messa in sicurezza e di restauro eseguite sotto la direzione della Soprintendenza di Verona nei primissimi anni dalla conclusione della guerra.

La sezione veronese della mostra, e le relative schede, furono curate dal soprintendente Piero Gazzola con la collaborazione di alcuni tra i più eminenti personaggi dell’epoca, quali Vittorio Filippini, Licisco Magagnato, Antonio Avena e Bruna Tamara Forlati.

Sui pannelli, realizzati in legno e supportati da uno spesso telaio ligneo, sono poste le fotografie raffiguranti i danni bellici subiti dai maggiori edifici monumentali della città di Verona affiancate, nella maggior parte dei casi, dalle immagini del restauro concluso. Le minimali didascalie riportano il nome del monumento e la data del bombardamento; dove disponibile, è indicata anche la data del restauro ultimato.

Oltre ai pannelli restaurati è esposta al pubblico, per la prima volta, una selezione della documentazione storica relativa agli stessi edifici proveniente dall’archivio della Soprintendenza. Il tutto sarà integrato da pannelli didascalici che illustrano la genesi e lo svolgimento della mostra nel 1949 ma anche lo stato di distruzione in cui versava la città di Verona alla conclusione del secondo conflitto mondiale.

Tra gli interventi più significati esposti vi è la ricostruzione dei ponti storici Pietra e Castelvecchio, nonché il restauro di numerose chiese, con particolare attenzione allo spostamento della facciata della chiesa di San Sebastiano a completamento della chiesa di San Nicolò. E’ inoltre in mostra la documentazione relativa al restauro di importanti edifici privati, come Palazzo dei Diamanti e Palazzo dell’Accademia. Non mancano, infine, interventi urbani quali l’ambito di Corte Farina o quello relativo alla chiesa di San Pietro Incarnario.

Orari della mostra:

La mostra apre al pubblico sabato 27 e domenica 28 settembre con orari straordinari per le Giornate Europee del Patrimonio: sabato 27 orario 9.00–13.00 e 16.00-19.00 e domenica 28 orario 9.00–13.00. Dal 29 settembre la mostra rimarrà visitabile fino a 31 dicembre con orario: lun/giov ore 9.00–13.00 e 14.30-16.30, ven ore 9.00-13.00.