Nell’ambito delle iniziative di valorizzazione del patrimonio proposte dal Ministero della Cultura, sabato 30 novembre 2024 la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza presenta al pubblico alcune delle attività svolte nel 2024 in ambito storico artistico. Per l’intera giornata il pubblico potrà straordinariamente accedere alla prestigiosa sede storica dei chiostri di San Fermo, con visite guidate e presentazione di restauri, studi e ricerche che hanno caratterizzato il 2024.
Le proposte iniziano alle ore 10.00 con i saluti istituzionali del Soprintendente arch. Andrea Rosignoli, di don Enrico Posenato, responsabile dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Vicenza, e della Dottoressa Cristiana Beghini dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Verona.
Segue la presentazione delle attività di catalogazione, studi e ricerche condotti nel 2024, introdotte da Gabriella Bologna e Letizia Tasso, funzionarie storiche dell’arte della Soprintendenza. Isabella Collavizza, funzionaria storica dell’arte delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, presenterà un intervento dal titolo Dai beni dell’Ex Monastero di Sant’Antonio di Schio alla collezione di Villa Pigafetta De Salvi Camerini di Montruglio. Tutelare e conoscere il territorio: due casi dalla provincia vicentina”, sui beni storico artistici e arredi dell’ex Monastero delle Agostiniane di Sant’Antonio abate a Schio (Vicenza), di proprietà delle Monache Agostiniane di Santa Maria degli Angeli dell’Eremo di Lecceto (Siena). In particolare, la catalogazione di 115 manufatti delle monache agostiniane di Schio, fino al 2005 il più antico ordine religioso di clausura della Diocesi di Vicenza, ha messo in luce un patrimonio di arredi liturgici, sculture, dipinti e paramenti sacri – dal Cinquecento all’Ottocento – interessante per il suo valore storico e artistico e per il contesto culturale, spirituale e sociale che documenta.
Rosella Lauber, funzionaria storica dell’arte delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, presenta un intervento dal titolo “Conoscere e valorizzare: la raccolta di ceramiche del Museo del Liceo artistico ‘G. De Fabris’ di Nove e le sculture di Angelo Marinali di Palazzo Boschetti a Schio.” Il Liceo De Fabris conserva una delle più ricche collezioni di ceramiche del territorio vicentino. Le opere, a partire dal 1600, ripercorrono tutta la storia e l’evoluzione dell’arte ceramica fino ai giorni nostri e costituiscono una delle più ricche collezioni di ceramiche del territorio vicentino. L’Istituto nasce come “Scuola di Disegno e Plastica applicata alla Ceramica d’arte” fin dal 1875, per volontà testamentaria dello scultore novese Giuseppe de Fabris (Nove 1790-Roma 1860), celebre artista cresciuto nell’ambito della bottega di Antonio Canova, che ricoprì anche il ruolo di Direttore dei Musei Vaticani. I diversi presidi o dirigenti che si sono susseguiti alla guida dell’istituto didattico e le generose donazioni dei concittadini hanno
creato una raccolta che include tutta la produzione del territorio fino alle opere d’arte contemporanea, a cui vanno aggiunti gli esiti dei cinque Simposi Internazionali della Ceramica, per un totale di circa 400 opere. Inoltre, la recente attività di tutela territoriale ha portato ad un intervento conservativo su due sculture in pietra conservate presso Palazzo Boschetti a Schio (Vicenza), attribuite ad Angelo Marinali, scultore attivo nella seconda metà XVII in ambito vicentino, paternità confermata dal rinvenimento della firma alla base di una delle due opere.
Gli interventi della mattina si concludono con Giovanna Residori, Direttore della Fondazione Museo Miniscalchi Erizzo di Verona che, grazie ad un finanziamento della Getty Foundation di Los Angeles, ha dato avvio a un progetto di ricerca, studio e valorizzazione della propria collezione di disegni antichi (XV XVIII secolo) che sono stati inseriti nella piattaforma di catalogazione del Ministero della Cultura.
Alle ore 12.00 è prevista una visita guidata alla mostra “Il monumento per l’uomo” a cura del funzionario architetto Silvia Dandria. La mostra ripercorre l’organizzazione del II Congresso Internazionale degli Architetti, tenutosi a Venezia tra il 25 e il 31 maggio 1964, attraverso le fonti documentarie d’archivio, la rassegna stampa e una ricca documentazione fotografica dell’epoca rivenute grazie alla collaborazione con l’Associazione Archivio Piero Gazzola di Verona e presso gli archivi della Soprintendenza di Venezia. Nel pomeriggio le attività riprendono alle 16.30 con la visita guidata ai modelli lignei di architetture sanmicheliane a cura del funzionario architetto Felice Giuseppe Romano, seguita dalla presentazione dei restauri di quattro Madonne lignee provenienti da Angiari, Lumignano di Longare, Mezzane e Villafranca di Verona. A commento dei lavori conservativi interverranno Francesca Meneghetti e Letizia Tasso, funzionarie storiche dell’arte che per la Soprintendenza hanno diretto i lavori, Mattia Vinco, professore associato di Storia dell’arte moderna all’Università di Trento, e le restauratrici Anita Masiero, Marta Lorenzetti, Alessandra Sella e Francesca Lenzi, responsabili dirette degli interventi.

Ingresso libero.