Verona, tra Piazza Arsenale e via Cappellini 2

Le indagini archeologiche preventive svolte nella corte dell’ala sud-est dell’ex Arsenale, per la realizzazione del parcheggio interrato Park-Arsenale, hanno messo in luce i resti di un grande complesso produttivo sorto verso la fine del I sec. d.C. la cui attività era legata alla presenza di un mulino alimentato da una ruota idraulica. E’ stato individuato il tratto del canale entro cui scorreva l’acqua che alimentava la ruota; esso, in corrispondenza del mulino, era strutturato con spalle in muratura rivestite da lastre in calcare presenti anche sul fondo. In corrispondenza dell’alloggio della ruota idraulica, il canale presentava un improvviso salto di quota in modo da accelerare la spinta dell’acqua sulle pale, le cui tracce sono ancora ben visibili sulle lastre laterali: queste, peraltro, consentono di ricostruire una ruota di circa 5,60 metri di diametro. La ruota era collegata, mediante un albero di trasmissione, all’insieme di ingranaggi collocato all’interno di un vano dell’edificio produttivo, una costruzione rettangolare allungata in senso nord-sud suddivisa da pilastri, all’ interno della quale avveniva l’intero processo legato alla macinazione dei cereali le uniche cui tracce sono alcuni frammenti di macina in pietra. Un ampio edificio porticato era collegato all’opificio: lo scavo ha evidenziato due delle quattro ali del fabbricato, una delle quali per una lunghezza di circa 50 metri. Il portico interno era formato da una doppia fila di pilastri, di cui sono stati portati alla luce i plinti di fondazione. L’edificio, molto probabilmente destinato allo stoccaggio di merci e interpretabile come un horreum, era articolato in vani affiancati, divisi da muretti e divisori in legno, le cui tracce fanno ipotizzare diversi interventi di riorganizzazione dello spazio. All’edificio porticato si accedeva attraverso un’apertura di 2,50 metri, individuata all’estremità ovest del muro perimetrale nord, tramite uno stradello che superava il canale del mulino con un piccolo ponte, del quale sono state rinvenute le strutture di fondazione. Il complesso produttivo comprendeva, nel settore nord-est, un ulteriore edificio, formato anch’esso da vani quadrangolari affiancati di circa 16 metri quadrati interpretabili come ambienti di stoccaggio e di servizio.
Gli scavi per il parcheggio hanno restituito anche le strutture che costituivano il sistema di drenaggio e raccolta delle acque piovane del cortile dell’Arsenale asburgico: una cisterna centrale e due lunghe canalette collegate a caditoie, poste simmetricamente ai lati della cisterna stessa e verso questa convergenti. Tali strutture sono state smontate e successivamente ricollocate a una quota diversa all’interno del parcheggio sotterraneo, dove ne è possibile la visione.
Informazioni per la visita
L’accesso al sito è libero e può avvenire sia dal cancello di piazza Arsenale (posto a est), sia dal Parcheggio Saba Arsenale. Sono disponibili pannelli (in italiano e in inglese) e un video nel vano casse del parcheggio.
